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  • La Cappella dell’Altare Maggiore della Chiesa di Santa Maria Maddalena, compresa tra due cappelle laterali, rappresenta il fulcro della chiesa, verso cui convergono prospetticamente le linee di costruzione di tutti gli elementi orizzontali e verticali della navata e della crociera, compreso lo sguardo dello spettato. In alto, nel catino absidale, domina l’affresco con La predicazione di Cristo alle turbe del bolognese Aureliano Milani. Sulla destra si scorge la figura della Maddalena, mentre il Cristo orante è al centro della scena e occupa, con le altre figure, il primo piano della composizione. Sullo sfondo lo spazio si apre in una profonda dilatazione verso un paesaggio e il cielo aperto.
E’ l’opera più monumentale che l’artista abbia lasciato a Roma durante la sua attività. Alcune fonti ritengono che l’affresco sia stato realizzato durante i lavori di decorazione della volta eseguiti da Michelangelo Cerruti nel 1732. Tra l’abside e la cupola si trova un altro affresco del Cerruti raffigurante La cena in casa del Fariseo. Nella Cappella dell’Altare Maggiore si notano anche due coretti laterali, sopra i due passaggi in legno, con raffinati e minuziosi intagli.
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  • La Cappella dell’Altare Maggiore della Chiesa di Santa Maria Maddalena, compresa tra due cappelle laterali, rappresenta il fulcro della chiesa, verso cui convergono prospetticamente le linee di costruzione di tutti gli elementi orizzontali e verticali della navata e della crociera, compreso lo sguardo dello spettato. In alto, nel catino absidale, domina l’affresco con La predicazione di Cristo alle turbe del bolognese Aureliano Milani. Sulla destra si scorge la figura della Maddalena, mentre il Cristo orante è al centro della scena e occupa, con le altre figure, il primo piano della composizione. Sullo sfondo lo spazio si apre in una profonda dilatazione verso un paesaggio e il cielo aperto.
    E’ l’opera più monumentale che l’artista abbia lasciato a Roma durante la sua attività. Alcune fonti ritengono che l’affresco sia stato realizzato durante i lavori di decorazione della volta eseguiti da Michelangelo Cerruti nel 1732. Tra l’abside e la cupola si trova un altro affresco del Cerruti raffigurante La cena in casa del Fariseo. Nella Cappella dell’Altare Maggiore si notano anche due coretti laterali, sopra i due passaggi in legno, con raffinati e minuziosi intagli.
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  • 5,075 46 15 April, 2019

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  • Castello di Tizzano Val Parma.
Edificio che risale al X o XI secolo e sorge in cima a una collina, da cui poteva facilmente controllare la valle del torrente Parma.
Nel 1247 Federico II di Svevia lo assegno' ai Terzi di Parma insieme al castello di Castelnuovo Fogliani. I Terzi erano una famiglia ghibellina discendente dai Da Cornazzano. 
Nel 1409 il castello fu occupato dai Fieschi ma solo per un breve periodo.
I Terzi, conti di Tizzano e Belvedere, giurarono fedeltà ai Visconti ma non agli Sforza. Francesco Sforza nel 1449 assegnò il castello al conte Pietro Ghirasio da Contrano e i Terzi fuggirono a Mantova dai Gonzaga.
Il castello passò poi ai Pallavicino, che lo tennero fino alla morte di Rolando Pallavicino e quindi ai Farnese.
Nel 1551 Ferrante Gonzaga devastò il castello con 456 cannonate.
Dal 1650 il castello diroccato fu proprieta' dei marchesi Doria, poi di Troilo Venturi, poi dei Castiglione e infine (nel 1913) dello scultore Ettore Ximenes. 
Nel 1834 un terremoto fece crollare la parte settentrionale del castello.
Dal 1961 appartiene al comune di Tizzano.
Di questo sfortunato castello rimane solo un imponente torrione rettangolare su due livelli. Al piano terra c'e' la porta verso il borgo e due arcate verso la corte. Il primo piano e' privo del tetto, presenta tre finestre rettangolari e viene usato come palcoscenico perché privo del lato verso il cortile.

#forti #castelli #torre #tower #parma #castellidelducato #italia #italy #appennino #castle #cultura #arte #art #turismo #architettura #beniculturali #storia #history #schloss #emilia #memory #stronghold #medioevo #monumenti #tizzano #farnese
  • Castello di Tizzano Val Parma.
    Edificio che risale al X o XI secolo e sorge in cima a una collina, da cui poteva facilmente controllare la valle del torrente Parma.
    Nel 1247 Federico II di Svevia lo assegno' ai Terzi di Parma insieme al castello di Castelnuovo Fogliani. I Terzi erano una famiglia ghibellina discendente dai Da Cornazzano.
    Nel 1409 il castello fu occupato dai Fieschi ma solo per un breve periodo.
    I Terzi, conti di Tizzano e Belvedere, giurarono fedeltà ai Visconti ma non agli Sforza. Francesco Sforza nel 1449 assegnò il castello al conte Pietro Ghirasio da Contrano e i Terzi fuggirono a Mantova dai Gonzaga.
    Il castello passò poi ai Pallavicino, che lo tennero fino alla morte di Rolando Pallavicino e quindi ai Farnese.
    Nel 1551 Ferrante Gonzaga devastò il castello con 456 cannonate.
    Dal 1650 il castello diroccato fu proprieta' dei marchesi Doria, poi di Troilo Venturi, poi dei Castiglione e infine (nel 1913) dello scultore Ettore Ximenes.
    Nel 1834 un terremoto fece crollare la parte settentrionale del castello.
    Dal 1961 appartiene al comune di Tizzano.
    Di questo sfortunato castello rimane solo un imponente torrione rettangolare su due livelli. Al piano terra c'e' la porta verso il borgo e due arcate verso la corte. Il primo piano e' privo del tetto, presenta tre finestre rettangolari e viene usato come palcoscenico perché privo del lato verso il cortile.

    #forti #castelli #torre #tower #parma #castellidelducato #italia #italy #appennino #castle #cultura #arte #art #turismo #architettura #beniculturali #storia #history #schloss #emilia #memory #stronghold #medioevo #monumenti #tizzano #farnese
  • 4 0 14 minutes ago

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  • Due bambini, rappresentanti gli estuari del fiume Nilo, personificato a sua volta da un uomo barbuto, sono al centro di una delle 8 nicchie della grotta Doria, autentico gioiello di metà Cinquecento realizzato dal perugino Galeazzo Alessi. 
Ciottoli di fiume tagliati e smaltati di verde o azzurro, conchiglie delle più disparate dimensioni, coralli, quarzi, cristalli, maioliche posti uno vicino all'altro a creare un sorprendente mosaico polimaterico. Non mancano le concrezioni calcaree, le stalattiti e l'acqua, fil rouge delle decorazioni delle nicchie e degli spicchi della volta.
Una gioia per i vostri occhi.
Venite a scoprire la grotta Doria con noi Venerdì 26 Aprile alle ore 15,30.
Info e prenotazioni: info.ge@trustfdp.it o 3318701089.
  • Due bambini, rappresentanti gli estuari del fiume Nilo, personificato a sua volta da un uomo barbuto, sono al centro di una delle 8 nicchie della grotta Doria, autentico gioiello di metà Cinquecento realizzato dal perugino Galeazzo Alessi.
    Ciottoli di fiume tagliati e smaltati di verde o azzurro, conchiglie delle più disparate dimensioni, coralli, quarzi, cristalli, maioliche posti uno vicino all'altro a creare un sorprendente mosaico polimaterico. Non mancano le concrezioni calcaree, le stalattiti e l'acqua, fil rouge delle decorazioni delle nicchie e degli spicchi della volta.
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    Venite a scoprire la grotta Doria con noi Venerdì 26 Aprile alle ore 15,30.
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  • 14 2 2 hours ago
  • 👨🏻‍🎨 Giove Tonante di Palazzo Braschi, copia romana del II secolo da un originale greco del V o IV sec. A.C. 👩🏻‍🎨
Una stampa del ‘500 lo mostra in cima alla Cordonata del Campidoglio, anzi sopra il tetto del palazzo dei Conservatori; ma prima ancora si trovava nella collezione del papa, in Vaticano, in quel giardino a terrazze chiamato Belvedere che oggi è trasformato in  un  cortile. Soltanto nel 1956 è stato trasferito a Palazzo Braschi e col suo fulmine nella mano destra sembra ‘accendere’ di luce la scala che raccorda i due piani nobili del Palazzo. (http://www.museodiroma.it)
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  • 👨🏻‍🎨 Giove Tonante di Palazzo Braschi, copia romana del II secolo da un originale greco del V o IV sec. A.C. 👩🏻‍🎨
    Una stampa del ‘500 lo mostra in cima alla Cordonata del Campidoglio, anzi sopra il tetto del palazzo dei Conservatori; ma prima ancora si trovava nella collezione del papa, in Vaticano, in quel giardino a terrazze chiamato Belvedere che oggi è trasformato in  un  cortile. Soltanto nel 1956 è stato trasferito a Palazzo Braschi e col suo fulmine nella mano destra sembra ‘accendere’ di luce la scala che raccorda i due piani nobili del Palazzo. (http://www.museodiroma.it)
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  • 175 5 2 hours ago
  • A proposito di dame interessanti e di ritratti misteriosi...oggi vi propongo "La dama con l'ermellino" 🕵🏻‍♀️
Anche in questo caso gli studiosi hanno cercato a lungo di identificare il soggetto ritratto da Leonardo, probabilmente con esiti più felici rispetto a "La Muta". Infatti, appare molto probabile che la donna ritratta sia Cecilia Gallerani, celebre amante di Ludovico il Moro. I due si conobbero quando Cecilia gli presentò una petizione dei suoi fratelli per riottenere le terre un tempo appartenute alla sua famiglia, perse in seguito alla morte del padre. Da quel momento, Cecilia si trasferì nella corte sforzesca, dove visse sempre al fianco del Moro e circondata da artisti come Leonardo e Bramante.
In seguito al matrimonio dello Sforza con Beatrice d'Este, Cecilia fu allontanata dalla corte, mal sopportata dalla rivale. In cambio il Moro le donò Palazzo Carmagnola, che Cecilia trasformò in uno dei centri culturali più fervidi di Milano: profondamente colta, amante del canto, della poesia e della scrittura, riunì presto intorno a sé i migliori intellettuali dell'epoca. Con il suo matrimonio, il suo circolo di letterati fu trasferito nella residenza del marito, Villa Medici del Vascello.
Dobbiamo ringraziare Leonardo per aver saputo tramandare fino a noi la rinomata bellezza di Cecilia: l'artista la raffigura girata di tre quarti, come se si fosse appena voltata verso qualcuno improvvisamente entrato nella stanza, arricciando le labbra in un tenero sorriso. Tra le braccia stringe un ermellino, che sembra spaventato dal repentino movimento della donna. Che significato nasconde la presenza di questo animale nel ritratto? Secondo alcuni, simboleggia la purezza d'animo di Cecilia, secondo altri, allude all'identità della dama (dall'antico nome greco dell'ermellino, 'galé'), altri ancora sostengono che faccia riferimento all'onorificenza di Cavaliere dell'Ermellino che ricevette il Moro.
  • A proposito di dame interessanti e di ritratti misteriosi...oggi vi propongo "La dama con l'ermellino" 🕵🏻‍♀️
    Anche in questo caso gli studiosi hanno cercato a lungo di identificare il soggetto ritratto da Leonardo, probabilmente con esiti più felici rispetto a "La Muta". Infatti, appare molto probabile che la donna ritratta sia Cecilia Gallerani, celebre amante di Ludovico il Moro. I due si conobbero quando Cecilia gli presentò una petizione dei suoi fratelli per riottenere le terre un tempo appartenute alla sua famiglia, perse in seguito alla morte del padre. Da quel momento, Cecilia si trasferì nella corte sforzesca, dove visse sempre al fianco del Moro e circondata da artisti come Leonardo e Bramante.
    In seguito al matrimonio dello Sforza con Beatrice d'Este, Cecilia fu allontanata dalla corte, mal sopportata dalla rivale. In cambio il Moro le donò Palazzo Carmagnola, che Cecilia trasformò in uno dei centri culturali più fervidi di Milano: profondamente colta, amante del canto, della poesia e della scrittura, riunì presto intorno a sé i migliori intellettuali dell'epoca. Con il suo matrimonio, il suo circolo di letterati fu trasferito nella residenza del marito, Villa Medici del Vascello.
    Dobbiamo ringraziare Leonardo per aver saputo tramandare fino a noi la rinomata bellezza di Cecilia: l'artista la raffigura girata di tre quarti, come se si fosse appena voltata verso qualcuno improvvisamente entrato nella stanza, arricciando le labbra in un tenero sorriso. Tra le braccia stringe un ermellino, che sembra spaventato dal repentino movimento della donna. Che significato nasconde la presenza di questo animale nel ritratto? Secondo alcuni, simboleggia la purezza d'animo di Cecilia, secondo altri, allude all'identità della dama (dall'antico nome greco dell'ermellino, 'galé'), altri ancora sostengono che faccia riferimento all'onorificenza di Cavaliere dell'Ermellino che ricevette il Moro.
  • 44 2 3 hours ago
  • "What if" #3

What if @roma had never stopped stratifying?  What would it look like today? Would the quality of life of its inhabitants have improved or get worse?  These images are not a design proposal, they are rather visions of Rome in different timelines from ours, in which the eternal city has developed in different forms from the current one. 
Other images on @designboom
  • "What if" #3

    What if @roma had never stopped stratifying?  What would it look like today? Would the quality of life of its inhabitants have improved or get worse?  These images are not a design proposal, they are rather visions of Rome in different timelines from ours, in which the eternal city has developed in different forms from the current one.
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  • 37 3 4 hours ago
  • 40 1 4 hours ago
  • "E’ bene iniziare la visita di Tuscania dall'alto del disabitato colle della Civita, dove si trova, maestosa, la basilica di San Pietro con le sue due torri (VIII-XIII sec.), l'interno è sobrio e solenne.
Ai piedi del colle sorge l'altro gioiello romanico di Tuscania, la basilica di Santa Maria Maggiore, coeva alla prima e ad essa ispirata nel progetto complessivo, ma dotata di una maggiore ricchezza d'arredi e dipinti all'interno.

A Tarquinia la fascia costiera vanta una straordinaria presenza etrusca con i resti del suo porto e con le sepolture etrusco-romane disseminate, raccolte in necropoli. 
Il Museo Nazionale Tarquiniese, ospitato nel Palazzo Vitelleschi, risalente al XV secolo, conserva ricche testimonianze delle epoche villanoviana, orientalizzante, ionico-etrusca, tarda fase etrusca e romana, come le collezioni di sarcofagi in nenfro e calcare, le ceramiche attiche e, soprattutto, i famosissimi Cavalli Alati provenienti dal tempio situato sulla antica acropoli."
  • "E’ bene iniziare la visita di Tuscania dall'alto del disabitato colle della Civita, dove si trova, maestosa, la basilica di San Pietro con le sue due torri (VIII-XIII sec.), l'interno è sobrio e solenne.
    Ai piedi del colle sorge l'altro gioiello romanico di Tuscania, la basilica di Santa Maria Maggiore, coeva alla prima e ad essa ispirata nel progetto complessivo, ma dotata di una maggiore ricchezza d'arredi e dipinti all'interno.

    A Tarquinia la fascia costiera vanta una straordinaria presenza etrusca con i resti del suo porto e con le sepolture etrusco-romane disseminate, raccolte in necropoli.
    Il Museo Nazionale Tarquiniese, ospitato nel Palazzo Vitelleschi, risalente al XV secolo, conserva ricche testimonianze delle epoche villanoviana, orientalizzante, ionico-etrusca, tarda fase etrusca e romana, come le collezioni di sarcofagi in nenfro e calcare, le ceramiche attiche e, soprattutto, i famosissimi Cavalli Alati provenienti dal tempio situato sulla antica acropoli."
  • 30 1 5 hours ago
  • 101 3 15 April, 2019
  • 26 1 10 March, 2019