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  • -dovresti mettere un rossetto. Rosso.
-?
- sì, un bel rossetto rosso. Non porti mai il rossetto, lo so. Lo sento.

Per il tempo delle mie visite eravamo soltanto io e lei. Il giorno che l’ho conosciuta ho sentito la sua mano prima della voce, a sfiorarmi il braccio calibrando la rotta. Poi ha girato la testa, d’un tratto, accoccolandola ‘sul cuscino con le ossa’, come diceva lei, quello spazio indifeso tra il collo e la clavicola. Ha cominciato a respirarmi i vestiti, la pelle. E poi, quella domanda: - posso impararti a memoria? -È una forma di demenza progressiva. Dimentica, ricorda, è una novantenne che parla come una bambina. Ha iniziato a dipingere nature morte un anno fa, ed ero incredulo: riconosceva i colori soltanto dalla consistenza. Ora vuole ritrarre, e ha scelto te.

Amava le sopracciglia (ti sei arrabbiata oggi, hai tante rughe), gli occhi (hai due palline, ma sono veri?), le mani (di chi è questo anello? E questo?), il naso. 
Come se volesse testare a ogni secondo l'aderenza del mio viso all'immagine che fluttuava da qualche parte nella sua mente, piccoli fiammiferi a intermittenza a illuminare ora un dettaglio, ora l’altro. Come se fossi il ponte tra il mondo e le sue parole dietro le sbarre.

Come se i colori, per lei, non fossero spenti da sempre. -Matilde?
-Mhm?
-Di tutte le persone che ti vengono a trovare, perché hai scelto me?
-Perché sapevi di arcobaleno bagnato. -E di cosa sa un arcobaleno bagnato?
-Di pioggia fresca e coccolino. 
Pausa. E aggiunse, con il sussiego delle verità rivelate:
-ma non quello col tappo a righe, quello liscio. -Chiara?
-Mhm?
-Tu hai mai imparato qualcuno a memoria?
-Non so. No, non credo.
-Dovresti farlo, sai. Però dev'essere la persona giusta, guarda che è una fatica! E quando la incontri, metti il rossetto rosso. - Va bene. Posso chiamarti se ho bisogno di un consiglio?
-No, scrivimi. Edoardo mi leggerà le tue lettere. 
Tornando a casa lo trovai un giorno, Edoardo me l'aveva spedito fin qui. Nel pacchetto di cartone c'era il rossetto rosso, e un post-it: 'L’hai resa felice. E ha detto che dopo di te vuole imparare a memoria anche lui'.
  • -dovresti mettere un rossetto. Rosso.
    -?
    - sì, un bel rossetto rosso. Non porti mai il rossetto, lo so. Lo sento.

    Per il tempo delle mie visite eravamo soltanto io e lei. Il giorno che l’ho conosciuta ho sentito la sua mano prima della voce, a sfiorarmi il braccio calibrando la rotta. Poi ha girato la testa, d’un tratto, accoccolandola ‘sul cuscino con le ossa’, come diceva lei, quello spazio indifeso tra il collo e la clavicola. Ha cominciato a respirarmi i vestiti, la pelle. E poi, quella domanda: - posso impararti a memoria? -È una forma di demenza progressiva. Dimentica, ricorda, è una novantenne che parla come una bambina. Ha iniziato a dipingere nature morte un anno fa, ed ero incredulo: riconosceva i colori soltanto dalla consistenza. Ora vuole ritrarre, e ha scelto te.

    Amava le sopracciglia (ti sei arrabbiata oggi, hai tante rughe), gli occhi (hai due palline, ma sono veri?), le mani (di chi è questo anello? E questo?), il naso.
    Come se volesse testare a ogni secondo l'aderenza del mio viso all'immagine che fluttuava da qualche parte nella sua mente, piccoli fiammiferi a intermittenza a illuminare ora un dettaglio, ora l’altro. Come se fossi il ponte tra il mondo e le sue parole dietro le sbarre.

    Come se i colori, per lei, non fossero spenti da sempre. -Matilde?
    -Mhm?
    -Di tutte le persone che ti vengono a trovare, perché hai scelto me?
    -Perché sapevi di arcobaleno bagnato. -E di cosa sa un arcobaleno bagnato?
    -Di pioggia fresca e coccolino.
    Pausa. E aggiunse, con il sussiego delle verità rivelate:
    -ma non quello col tappo a righe, quello liscio. -Chiara?
    -Mhm?
    -Tu hai mai imparato qualcuno a memoria?
    -Non so. No, non credo.
    -Dovresti farlo, sai. Però dev'essere la persona giusta, guarda che è una fatica! E quando la incontri, metti il rossetto rosso. - Va bene. Posso chiamarti se ho bisogno di un consiglio?
    -No, scrivimi. Edoardo mi leggerà le tue lettere.
    Tornando a casa lo trovai un giorno, Edoardo me l'aveva spedito fin qui. Nel pacchetto di cartone c'era il rossetto rosso, e un post-it: 'L’hai resa felice. E ha detto che dopo di te vuole imparare a memoria anche lui'.
  • 9 6 3 hours ago